Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Tag: scritture

(Segnalibri) “Profilo minore” di Federico Federici

profilo minore

 

Un libro importante, ricco di suggestioni, all’intersezione tra le discipline e tra le scritture, di rara consapevolezza sia formale che teorica. Un volume, inoltre, di grande bellezza tipografica.

Federico Federici: Profilo minore (Nino Aragno Editore):

Segnalibri: Una solitudine senza solitudine

 

 

 

 

 

 

La magia dei binari

 

 

René Groebli, 1949: die Magie der Schiene – la magia dei binari, dell’andare scorgendo da un finestrino anche il retro del mondo o la forma di tralicci e ponteggi e serbatoi, avvertendo la scossa degli scambi, il lieve curvare del  viaggio, l’attraversamento di città e di paesaggi come tratti di matita su di un taccuino senza titolo.

 

 

Sul margine del foglio, sulla retina della Leica, nel vorticare della mente l’andare è un desiderio: la stazione d’arrivo un attimo di vorticante vuoto prima che il viaggio ricominci.

 

 

La velocità del treno una forma singolare di stasi, una sospensione del tempo dentro cui tuffare il pensiero.

 

 

 

La Dimora del Tempo sospeso, Il tratto che nomina, Via Lepsius

 

 

 

Via Lepsius sente un legame fortissimo con La Dimora del Tempo sospeso (più volte mi sono pronunciato in tal senso, dichiarando a chiare lettere la mia ammirazione e il mio apprezzamento per lo spazio creato da Francesco Marotta, seguendone passo passo le vicende e le pubblicazioni, nutrendomi dell’immane patrimonio culturale, etico, storico che, in maniera eccezionalmente generosa e del tutto gratuita, Francesco e i collaboratori che nel corso degli anni lo hanno coadiuvato hanno messo a disposizione di noi lettori); oggi segnalo la pubblicazione di larghe parti di un’opera che, purtroppo, non è ancora a disposizione dei lettori né di lingua francese, né tanto meno italiana: si tratta di un libro (grande in ogni senso) di Yves Bergeret, Le trait qui nomme / Il tratto che nomina e che l’autore ha fatto stampare, in poche copie, a proprie spese in quanto questo poema-diario dell’esperienza maliana di Yves non ha ancora trovato un editore – ebbene, Francesco Marotta ne sta traducendo vasti passi (qui, per esempio, ne si può leggere uno), proponendo proprio sulla Dimora sia il testo originale in francese che la sua versione italiana; spero che sempre più lettori s’accorgano dell’importanza di una tale proposta, spero che il narcisismo e il provincialismo di tanta parte della cultura italiana cedano finalmente il posto a una sete sincera e rigenerante d’imparare, di capire, di confrontarsi.

 

 

Pensieri del Conte Monaldo Leopardi

 

Mario Giacomelli: “A Silvia”.

 

 

“Tutto l’orgoglio, l’entusiasmo, il colorato riso
di felicità capivano nella mia biblioteca: non m’intristisce
che mi credano gretto codino, ma
che sospettino in me invidia per Giacomo:
ho servito la Chiesa con convinzione e fermezza,
ai miei figli dischiuso i labirinti infiniti
della biblioteca: l’errore fu, invece, voler
fare di lui un altro me.
Non l’ho capito, l’ho amato quel figlio:
e sia quest’amore riscatto
dei miei orgogli d’erudito,
la sua morte abissale assenza
a vegliarmi la solitudine”.