Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Tag: traduzione

Bousquet nella camera blu della poesia

 

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Viene pubblicato da Pier Giorgio Pazzini Stampatore Editore (bellissima dicitura quest’ultima, sospesa tra un tempo passato e l’orgogliosa rivendicazione di un mestiere che non si vuole totalmente succube delle tecniche digitali e comunque aggiornato e attento ai progressi delle tecniche tipografiche) un nuovo libro che Adriano Marchetti dedica a Joë Bousquet: Poèmes épars. Poesie sparse (Villa Verucchio, 2021) – “nuovo” nel senso che Marchetti ha già pubblicato con diversi editori numerosi libri di traduzioni da Bousquet, ivi compresa la corrispondenza; nella presente «raccolta sono stati riuniti i componimenti disseminati in varie riviste e nella monumentale corrispondenza amorosa del poeta, o rimasti assolutamente inediti, o pubblicati postumi nei suoi scritti» (p. 7 dell’INTRODUZIONE / Un allucinato di genio). I testi poetici (63) coprono un arco temporale compreso tra il 1924 e il 1950 «con lunghi intervalli di sospensione» (ibidem).

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(Segnalibri) “Trilce”

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Curato e tradotto con competenza e passione da Lorenzo Mari è disponibile Trilce di César Vallejo, Argolibri Editore.

Geografie del tradurre

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     Non distinguerei in maniera radicale la scrittura in poesia di Lucetta Frisa dalle sue traduzioni dall’inglese e dal francese: entrambe le attività sono per lei necessità e piacere, esercizio di ricerca sia letteraria che esistenziale e accurata espressione di stile.

     Lucetta pubblica in questi mesi le poesie scelte di Paul Verlaine Una orgogliosa malinconia (gattomerlino, Roma 2021) e il “Quaderno di poesia inglese del XIX secolo” Attraverso la valle dell’ombra profonda (Robin Edizioni. Torino 2021) – versioni da Wordsworth, Blake, Shelley, Clare, Coleridge, Keats, Barrett Browning, Hopkins.

     Siamo di fronte a due prove di grande raffinatezza e di notevole impegno, la poetessa genovese si misura con testi amati e ammirati, la traduzione è, nello stesso tempo, atto d’amore e di riconoscenza, coraggiosa e impavida sfida alle proprie stesse capacità compositive ed espressive, ricerca del ritmo e delle giuste cadenze, tentativo di penetrare i segreti di quelle scritture forse distanti nella geografia e nel tempo, ma vicinissime nello spirito della poesia.

Propongo un “classico” celeberrimo da Verlaine (Canzone d’autunno) e Il sorgere della luna da Hopkins.  Leggi il seguito di questo post »

Traducendo John Keats

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Francesco Dalessandro pubblica presso le Edizioni dell’Associazione Culturale Contatti di Genova Fammi lezione, Musa.

Come talvolta accade quando la traduzione è non solo efficace, ma anche condotta con sapiente acribia linguistica e filologica, con partecipazione emotiva, con il totale dominio dei mezzi espressivi, difficilmente si potrebbe negare che, leggendo i Sonetti, la ballata La belle dame sans merci e Tre poesie per Fanny di John Keats, non si stia leggendo anche la poesia “in proprio” di Francesco Dalessandro. Certo, il poeta si è messo letteralmente al servizio della poesia di Keats, Dalessandro offre, insieme con le traduzioni, dei lucidi e partecipati commenti alla Ballata, alle poesie per Fanny e una nota del traduttore in chiusura del volume, ma la bellezza dei testi italiani (preferisco definirli così, non “in” italiano) pretende che si guardi alla traduzione come una delle due (necessarie) rive di chariana memoria (l’una per l’andata, l’altra per il ritorno) tra le quali scorre l’unico fiume della poesia.

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Ingeborg Bachmann: Harlem

 

 

Harlem

Von allen Wolken lösen sich die Dauben,
der Regen wird durch jeden Schacht gesiebt,
der Regen springt von allen Feuerleitern
und klimpert auf dem Kasten voll Musik.

Die schwarze Stadt rollt ihre weißen Augen
und geht um jede Ecke aus der Welt.
Die Regenrhythmen unterwandert Schweigen.
Der Regenblues wird abgestellt.

(aus: Anrufung des großen Bären, 1956)

 

Harlem

Le doghe delle nubi si dissolvono,
setacciata la pioggia nei cavedi,
balza la pioggia dalle scale antincendio
e strimpella sul casermone colmo di musica.

La città nera rotola i suoi occhi bianchi
ed esce dal mondo a ogni angolo.
Nei ritmi della pioggia s’infiltra silenzio.
Il blues della pioggia s’interrompe.

(A. D. Via Lepsius)