La poesia è nomade: su “Quaderno croato” di Vanni Schiavoni

 

 

Zoran Mušič: Cavallini, litografia, 1953.

 

Vanni Schiavoni pubblica presso Fallone Editore (nella notevole collana Il Leone alato curata da Andrea Leone) Quaderno croato. 12 poesie.
Il formato tipografico e il numero di testi accolti (sempre 12) sono ormai consueti per questa collana e ai miei occhi hanno un doppio merito: propongono spesso un libro già valido in sé, da leggere e meditare, ma tale libro è talvolta anche un nucleo da cui, forse, scaturirà un volume più ampio, offrendo quindi l’occasione di leggere un lavoro in fieri, seppur già saldamente delineato.
È del resto questo il senso delle parole stampate nell’aletta di copertina che mi piace riportare qui: «Il Leone Alato, specchio riflettente in nuce l’esplosione della nascita, è collana dedicata a plaquette di dodici poesie.
Così, sulla linea rettilinea del futuro prossimo, è periodo ipotetico, che, per profezia, non confuterà se stesso.

‘Il primo verso è sempre un dono degli dèi’ [P. Valéry]»

Questo Quaderno croato possiede una complessità e un’ambizione di pensiero e di scrittura davvero degne di attenzione per le ragioni profonde e i movimenti della mente che lo animano. Leggi il seguito di questo post »