Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

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Via Lepsius: dietro lo specchio

 

 

Pierre Tal Coat, litografia del 1976 apparsa sulla rivista “Derrière le miroir”.

 

 

Dietro lo specchio, sulla parete, a fil d’intonaco, dove cominciano i paesaggi del pensiero, dove s’avviano le traversate e i racconti.

 

 

 

 

 

 

Via Lepsius: Porta speciosa

 

 

alla Porta Speciosa del Sacro Eremo deporre la bisaccia.
le lacrime dei viventi si fanno corteccia d’albero che trattiene in sé ogni spasimo.
tace il passo: il tacere parla. occhi d’uccello notturno guardano il giorno.

 

 

 

Via Lepsius: notte

 

 

al volgere della notte tra 24 e 25 ma è un popolo umiliato e ingannato (quanto sangue, quanto strazio perché quel popolo cominciasse ad aprire gli occhi!) al volgere delle ore tra un sabato e una domenica ma gli allarmi aerei non finiscono non finisce l’osceno massacro

al volgere della notte – 25 numero destinale – l’indegnità del potere, l’oscenità delle braccia tese: comincia il riscatto, ma quanto sangue ancora, quante menzogne

quante menzogne a trascinarsi fin qui, fin dentro questo tempo della Repubblica

 

 

 

Via Lepsius: dell’inizio

 

 

Ma l’inizio è perduto, inabissato, irrecuperabile. Questo significa che la scrittura ricomincia ogni volta di nuovo. Questo significa. E basta.

 

 

 

Via Lepsius: volto

 

 

Chi legge la verticalità dei bastioni sul mare la trasparenza della santa (o della dea) sulla riva mediterranea l’ossessione di parole strette al polso che scrive: si distoglie il libro dagli occhi e lo adagia, aperto con le pagine in giù, sul volto di legno del tavolo.