Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Tag: Yves Bergeret

(Segnalibri) Ascoltando il vento, l’albero, la montagna

 

 

Oreille au vent, à l’arbre, au mont

Per non doversi vergognare

Chaque œil est aussi une oreille.

Homme lucide,

agis en sorte de n’avoir pas honte

de ton geste ni de ta parole.


Yves Bergeret, da QUI: LA GERLE DIT (CARNET DE LANGUE-ESPACE)

 

Segnalibri: In dialogo con la lingua-spazio. 2

 

 

Dalla Dimora del tempo sospeso: In dialogo con la lingua-spazio (seconda parte)

 

 

 

 

 

Segnalibri: In dialogo con la lingua-spazio. 1

 

 

Dalla Dimora del Tempo sospeso: In dialogo con la lingua-spazio (prima parte)

 

 

 

 

 

 

Légendes des eaux souterraines

 

 

Per Yves Bergeret (per acque sotterranee che instancabili scorrono, chiara poesia, chiaro pensiero)

Talvolta quello che consideriamo il “nostro” passato ci sorprende, pare raggiungerci alle spalle per farci scoprire che quel “nostro” passato è stato anche il passato di altri, di tutte le persone con le quali siamo entrati in contatto, con le quali abbiamo percorso un tratto di tempo (giorni, mesi, anni…)
Quello che siamo oggi lo siamo anche a causa del “nostro” passato che spesso dimentichiamo ch’è meno “nostro” di quel che credevamo.
Parole, passi, silenzi, luoghi, tagli di luce o d’ombra, suoni, voci, biglietti d’autobus, appunti presi in fretta su di una scatola di fiammiferi, fotografie dimenticate per anni in un cassetto…
Oppure racconti di persone che incontriamo nel “nostro” oggi (ancora quest’assurda pretesa di possesso, ancora quest’assurdo aggettivo possessivo – “mio”, “nostro” – quando appare ormai chiaro che siamo spossessati del passato come del presente, nel senso che dobbiamo diventare capaci di vederli anche con uno sguardo non nostro, ma con più sguardi).
Non sto parlando di un passato che pare ritornare come fosse abitato da spettri, ma di un oggi che acquista una luminosità e una chiarezza maggiori perché il “nostro” sguardo sul passato viene costretto a modificarsi, a diventare anche sguardo d’altri.