Via Lepsius

pagine di Antonio Devicienti: concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Mese: dicembre, 2021

(Segnalibri) Cees Nooteboom: “Venezia”

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Come da sempre Via Lepsius sta con Mimmo Lucano

Alla vigilia di quest’ennesimo Natale d’ingiustizie perpetrate e reiterate (e penso al Mediterraneo, al confine tra Polonia e Bielorussia, penso alla Palestina, penso a chi muore mentre lavora, a chi subisce contratti e paghe da fame affinché non si arresti lo sviluppo magnifico e progressivo … ) propongo dal Manifesto del 19 dicembre il corsivo di Marco Revelli sulla sentenza che ha condannato in primo grado Mimmo Lucano: 

Il capovolgimento kafkiano della realtà.

Per bell hooks

Scrive Maria Nadotti a conclusione del suo intervento pubblicato su Doppiozero in ricordo di bell hooks:

le vite che ufficialmente “non contano” sono forse la promessa più luminosa di cui disponiamo per non accontentarci di sopravvivere e bell non si è stancata di ripeterlo e di dimostrarlo. Quel suo insistere sul concetto che il margine non è un destino e il centro non è una meta, quel suo “fare comunità” abitandoli entrambi senza appartenere né all’uno né all’altra, le hanno permesso e permettono a noi di pensare al femminismo come a una passione radicale che contesta il potere invece di reclamarlo. E la scrittura, che per hooks è uno spazio di resistenza, diventa un luogo da cui guardare altro e meglio, anche quando tutto sembra condurre alla stasi, al per sempre o al mai più.

La stanzanima della poesia: su “Krankenhaus” (e non solo) di Luigi Carotenuto

catania

 

Un libro in poesia composto da 29 testi brevi e brevissimi in virtù di una lingua poetica rasciugata a oltranza al fine di riuscire a dire (o almeno ad alludere nell’immensità stordente dell’assenza e del dolore) – intendo Krankenhaus (Gattomerlino, Roma 2020) di Luigi Carotenuto il quale accetta una sfida come minimo doppia: affrontare il tema della malattia e della morte di una persona cara (tema nient’affatto nuovo, ma, anzi, ricorrente nella poesia degli ultimi decenni) e confrontarsi con l’insufficienza del linguaggio di fronte alla malattia e alla morte. 

Questo significa che al dato biografico si sovrappone la messa in opera di un’indagine sul se e sull’eventuale come lo scrivere in poesia possa addentrarsi senza patetismi, sentimentalismi, banalità nell’oscura, impervia regione che il titolo stesso dell’opera denomina “Krankenhaus” e che ai miei occhi non si limita a essere soltanto un prelievo dal tedesco (“ospedale”: alla lettera “casa, ovvero ospizio dei e per i malati”), ma esplicita il nome così franto e doloroso già in quella sequenza di k-r e poi n-k e quindi della forte aspirazione di h per terminare con una s di aspro suono; all’interno del libro lo stesso esergo da Residenze invernali di Antonella Anedda ulteriormente ci introduce in quella che ho chiamato regione di un’esperienza esistenziale e di una scrittura che confina direttamente con l’ammutolire e con il silenzio.

Benissimo scrive Leonardo Barbera nella Presentazione a pagina 7 (testo a sua volta perfettamente integrato nel libro e di notevole scrittura): «Come si dice “ospedale” in tedesco? Questa era la domanda del quiz, in un pub vicino all’ospedale in cui era ricoverato mio padre. L’effetto della parola che si cercava era di frizione tra il dolore che provavo e il gioco, e fu quasi sorprendente, come la risposta: Krankenhaus. Il suono portava all’osso spezzato di mio padre.  Leggi il seguito di questo post »

Degli integralismi

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Riporto le parole con le quali Anna von Hausswolff ha commentato l’intervento con cui un gruppo di integralisti cattolici le ha impedito di tenere il previsto concerto nella chiesa di Notre-Dame de Bon Port a Nantes la sera del 7 dicembre – anche il successivo appuntamento parigino è stato annullato per lo stesso motivo:

 

Yesterday night the far-right Catholic integralism won over art, but not over love. Here (Anna si riferisce alla foto che ha pubblicato nella sua pagina di Instagram e che la ritrae seduta, sola, nella navata della chiesa) I am waiting inside the church while listening to about 50-100 integralists chanting and screaming outside the church’s doors, blocking the way for almost 400 people. It was a scary, tense and sad situation and there was nothing for us to do but to cancel, we had too little security. My thoughts go out to all of you amazing fans who stood peacefully and patiently in front of these guys, I loved that you remembered that these things will never be solved by violence. Me and the church are working together and not against each other. This has worked very well, both parts are happy. Lots of love and respect. Thousands of people have traveled to come to these shows, and there has been nothing but love and affection in the air, both from my audience and from the church. When different people try to overcome differences and barriers that’s when true healing begins