Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Categoria: scritture

La libre République des Toits

 

 

 

dédié à Yves Bergeret qui m’a inspiré ce texte

 

Ricordo una fotografia di Pietro Masturzo: sui tetti di Teheran le donne, al crepuscolo serale, cantano la loro protesta contro il regime. Le finestre illuminate dicevano di case vive e abitate, le terrazze trovavano voci di coraggio e di libertà. Era il giugno del 2009 e le persone, alle 22.00 in punto, salivano sui tetti e dicevano la loro protesta. Si muovevano rapide tra ombra e luci notturne, tra buio e riflessi dal cielo.
Una libera Repubblica allogata sui tetti e sulle terrazze potrebbe sfuggire, allora, all’occhiuta sorveglianza, all’artigliante controllo?

Ricordo le terrazze di Exàrcheia, nel cuore di Atene. Come si può rimanere dentro le stanze della casa quando una lunga stagione clemente invita a stare all’aperto, magari in alto, lontano dall’asfalto immondo ma rimanendo nel cuore della città-civetta? La sera e la notte vanno onorate nell’intimità di terrazze popolate di sedie e di volti amici mezzo nascosti nel buio baluginante di Sud-Est.
Una Costituzione della libera Repubblica dei tetti dovrebbe fondarsi sul piacere dell’amicizia e sulla sacralità della conversazione nella penombra di terrazze votate al culto di ἐλευθερία.

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Scrivere è un’ora covata dal destino (per Francesco Marotta)

 

 

Ringrazio Jonny Costantino per aver accettato e per aver avuto la pazienza d’impaginare il mio intervento dedicato a Hairesis  di Francesco Marotta e leggibile a partire da oggi sul Primo amore.

 

 

 

Tradurre

 

Michael Kenna: (Forms of Japan) – Spider and sacred Text, Study 1, Gokuraku Temple, Shikoku, 2001.

 

Tradurre come atto di servizio e di generosità. Tradurre per imparare. Tradurre per il piacere di farlo. Per la gioia che sa dare tradurre. Tradurre perché è un atto di libertà. Tradurre per abolire le frontiere. Tradurre per dimenticare sé stessi. Tradurre per saggiare limiti, inadempienze, insufficienze. Tradurre per abolire i limiti spaziali. Per trovare una voce. Per spossessarsi della propria lingua.

 

 

 

“Nuovo inizio” di Gianluca D’Andrea

 

 

Segnalo con grandissimo piacere questo link:

nuovo inizio

Gianluca D’Andrea propone un lavoro molto complesso e assai stimolante, di seria ricerca, un impegno di scrittura (ma non solo) tracciato in territori di frontiera e verso ulteriori territori di frontiera.

 

 

 

(Segnalibri) La balena di ghiaccio – quarto seme – e La fanciulla tartaruga