Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti

Mese: aprile, 2014

Anna Bergna per Simone Weil ed il Primo Maggio

Anna Bergna è persona e poeta molto schiva, capace di tornare mille volte, sempre più insoddisfatta, sui propri testi (suo è PALAFITTE, LietoColle, 2012); è allora un onore e un’occasione rarissima questa, in quanto ella ha voluto offrire a Via Lepsius tre testi inediti dedicati a Simone Weil, alla riflessione della filosofa sul lavoro e al Primo Maggio. Non saprò mai esprimere ad Anna in maniera soddisfacente la mia gratitudine.

 

tina-modotti-poste

I fili e i pali del telegrafo fotografati da Tina Modotti

 

È l’alba di un giorno maestoso su questa ghiaia di montagna. Una ragazza sale oltre la pietra e accetta nel suo corpo la fatica. Caparbia operaia senza sogni, nel rarefatto respiro del nevaio. Radici impersonali dentro il cielo ed occhi aperti sulla città qual è. Cristallo di cristalli, orma di orme, unghia di luna persa nel granito lungo l’obliquo andare della carne saldato al filo della precarietà, tra voci viola e fuochi di cerniera, tra l’incorporea ascesa verticale e la necessità nel suo destino. (Per Simone Weil -1-)

Al suono di sirene estinguere abbagli di privilegi personali Sospingere l’infelicità e il corpo nella regione eterea dei miraggi, dimenticarli nella notte compiuta. Decalcificare la struttura eretta, aprirsi all’aria come se fosse pura, castello di sabbia infragilire al sole. Stendersi nel silenzio coi pensieri alla sorgente anonima del bene. Fotone nel chiarore che inonda la bellezza di un silente svanire. Coerenza desiderosa d’armonia, nel caos di una città contaminata.

Tendere al suono della decreazione. (Per Simone Weil -2-)

tmodotti mani di contadino

Le mani di un contadino viste da Tina Modotti

 

 

SENSI

Mattina umida di torvo fogliame e volatili essenze,

poggiata sopra i marmi

e rabbrividita sui corpuscoli di Krause.

Cataloghi di nero sul lago e dentro i boschi,

velature spillate al suolo da limacce bianche,

gocciolii cadenzati

del presente sul fondo del cielo:

 

la dura superficie delle cose”.

 

Tenere un bastone da cieco tra le mani,

sentire le strade palpitare, corrugarsi:

 

graffiare l’alterità dell’universo.

 

Sigillate le fessure, le soglie,

cadremmo nel letargo di un pensiero senza corpo:

sospesi nel vuoto sterile di un doppio vetro.

 

Sassi in discesa, senza interrogazioni.

 

NOTA: La dura superficie delle cose è un’ espressione utilizzata di Simone Weil, così come la ripresa del concetto del bastone da cieco di Cartesio.

 

 

 

 

 

A poesia está na rua

Grato per gli interventi relativi all’articolo precedente (Aprile partigiano), ma anche in prossimità del Primo Maggio, propongo tre immagini dell’artista portoghese Maria Helena Vieira da Silva: ero a Lisbona il 25 aprile di quest’anno ed il Portogallo celebrava con una partecipazione intensa, convinta e commovente i quarant’anni dalla Rivoluzione dei garofani che segnò la fine della dittatura e l’inizio della democrazia; malgrado le enormi difficoltà in cui si dibatte il Paese lusitano, ho toccato con mano quanto esso creda nella propria libertà e in una democrazia parlamentare ed europeista.

 

A poesia esta na rua 1

 

vieira-da-silva-a-poesia-estc3a1-na-rua

 

 

Vieira da Silva0001

Les Manifestants (1946)

 

Maria Helena Vieira da Silva realizzò le prime due opere anche su invito dell’amica ed eccelsa poeta Sophia de Mello Breyner Andresen: la poesia è nella strada.

Dedico quest’articolo all’A.N.P.I. e alla sua instancabile attività in difesa della Costituzione Repubblicana.

 

 

 

 

 

Aprile partigiano

a Nino Iacovella, al suo “Latitudini delle braccia”, ricordando con gratitudine i combattenti per la libertà, continuando noi con passione immutata a leggere Pasolini

 

Sei dentro un volo, dentro un battito

d’ali dell’anitra avventuratasi

fino ai Navigli.

Avevi una gioventù annodata col

fazzoletto rosso attorno al collo

e uno zaino da sistemare sotto

la testa per un sonno breve.

Hai capito che morivi,

lo squarcio della scheggia fino

alla mente.

Ma non s’inchina la mente

alla morte: si lacera invece,

nel dono d’un veritiero aprile.

 

 

 

 

 

 

La voce di Fiammetta Giugni per il Sabato Santo

La generosità di Fiammetta regala a Via Lepsius un nuovo inedito, da lei composto nelle ultime ore; penso che, indipendentemente dal fatto che si sia credenti o no, la voce così peculiare ed originale di Fiammetta sappia invitarci alla meditazione.

L'infinito

Mario Giacomelli: L’infinito (da un portfolio dedicato a Giacomo Leopardi)

 

 

Per il Sabato Santo

al sepolcro
cerco un riparo di tempo
dentro la tua morte
per vegliarti
per coniugarti in parola
(così come si edifica la poesia:
vestendo di lacrime limpide 
il vuoto)

adesso tutto il tuo cammino
è un distacco di silenzio
da seguire:
umano e divino muti
e immobili
e sordi a ogni preghiera

qui dove nessuna fede mi sorregge
qui dove solo il pensiero di perderti
è mia saldezza 
vorrei non più sapere che risorgi
vorrei bendarti di infinita assenza

Sonetti dei destini 6

 

 

gravitacion chillida

Eduardo Chillida: Gravitación

Una Castiglia d’affocàti sensi e di mente intesa a scarnificare il reale, a sorpassarne le apparenze: per Juan de la Cruz, per Eduardo Chillida.

               Silenzioso ora il corpo (ma non tace

               nel battito cardiaco) si dispone

             il pensiero ad accogliere l’erranza

             del mondo, ascolta e attende, qui si giace.

Le scalze armonie dei muri, la casa,

generoso deserto, la cisterna

quando impara la sete dal fuoco,

il fuoco quando la neve lo sposa.

             Febbricitanti mani appoggiaste alla

             scabra parete del canto notturno

             le Vostre digiunanti dita falla

esse apersero dentro il varco diurno

a altre mani di faber, apprestanti

inchiostro spago e carta, gravitanti.