Via Lepsius

concatenazioni, connessioni, attraversamenti, visioni

Tag: poesia

Breve nota all’     “Inquilino delle parole”     di René Corona

800px-Piero_di_Cosimo_-_Mort_de_Procris

 

          Il libro in poesia di René Corona L’inquilino delle parole (Book Editore, Riva del Po 2022) propone un esercizio intelligente, raffinatissimo, oltremodo consapevole della letteratura intesa nel suo senso più alto: e la poesia scaturisce proprio (luminosamente negando il devastante, idiota pregiudizio romanticheggiante di poesia quale “espressione spontanea del sentire e dell’io” e di “ispirazione”) da una profondissima conoscenza degli autori, dei loro testi, delle tecniche compositive, degli accorgimenti retorici. E utilizzando una scrittura  derivante dalla musica René Corona smonta e rimonta i propri testi, riprende, varia, talvolta ironizza temi e stilemi, inventa giochi di parole, sempre, come per un sentimento pessoano dell’immaginazione, muove alla commozione o al sorriso proprio in virtù di quest’amore totale per la letteratura, di quest’estrema lucidità e consapevolezza nei confronti dei materiali linguistici, dei temi conduttori, delle strategie espressive.  Leggi il seguito di questo post »

(Segnalibri) Tutte le poesie di Cosimo Ortesta

ortesta

 

Giungerà nelle librerie il 24 marzo il volume Tutte le poesie di Cosimo Ortesta edito da Argolibri.

 

 

Per Cristina Annino

buster_keaton

 

Per ricordare Cristina Annino ho pensato di scegliere un suo testo e di proporne un commento – per me non esiste modo migliore per rendere onore a un poeta se non leggerne e rileggerne i testi.

Concentrazione guardando Hopper   
da Chanson turca (LietoColle, Faloppio 2012, pag. 20).

Corre vento tra
loro due, nel silenzio ch’è
l’udito maggiore. Si sente
le mani infinite già dentro
lo spirito. Così ascolta
nell’aria le mosche – basta
un paio – spaccare in volo
la trave. Per teoria del corpo
innalza il viso a quel
tronco docente di
dolore, lo mastica (ci sa
fare perdio) con gote di
grazia orrenda o legna
di camino un focaio.


Leggi il seguito di questo post »

prototipo-piu-chiaro-distrattivinceremo

ttocca se ‘nnichene, moi, ‘e ‘ntrame: su “I vivi. Un tremore” di Andrea Donaera

gallipoli_braun_hogenberg_puglia

 

Devo subito premettere che nei confronti delle 12 poesie di Andrea Donaera contenute nel libro I vivi. Un tremore (Fallone Editore, Collana Il Leone Alato, Taranto 2022) non riesco ad avere un atteggiamento del tutto imparziale: sono scritte in dialetto salentino che è anche il mio dialetto, quello che risuona nel più profondo della mia mente, quello che è i suoni della mia più remota infanzia; sono scritte da un autore che stimo in maniera particolare per la sua capacità di rappresentare una salentinità non banale e non omologata, bensì ancora legata alle proprie radici (senza essere, sia chiaro, né escludente né reazionaria né provinciale) e profondamente innestata in questo presente e perché Donaera è stato capace di concepire un libro raro di rara forza espressiva e concettuale come Io sono la bestia (sul quale ho provato a riflettere qui).  Leggi il seguito di questo post »